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Silenzio

Quando non si sa che dire, spesso e volentieri, si cominciano a farfugliar parole che poco hanno a che vedere con la situazione cui ci si trova innanzi... Si mettono di seguito suoni, rumori, sillabe, parole, frasi... poemi interi che riescono a non avere alcun senso, a non trovarlo neppure se ci si sforza...
Allora, perché aprir bocca ad ogni costo? Per dimostrare all'interlocutore che si ha sempre la risposta pronta? Per mostrare una innata capacità di pensare e dibattere anche sulle questioni più controverse che, effettivamente, stanno per metterci con le spalle al muro, quando si vuol far finta che non sia così? Si... possibile...

In momenti come questi non ci si accorge affatto, né, forse, si potrebbe mai, che la miglior soluzione sia quella di tacere e di chiedere in silenzio a sé stessi il senso delle parole, talvolta aspre, che l'interlocutore ci rivolge, a maggior ragione se quest'ultimo è nostro amante ('colui che ci ama').



"... e rimane solo il ricordo stonato delle mie parole..."

 

Laurentius.

                                                          

Pubblicato il 18/11/2006 alle 15.25 nella rubrica Diario.

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